CHRONOLOGIE du Projet - CRONOLOGIA PROGETTO
_______________________________________________________________________________________________________________________________________________ FASE 10 - estensione della raccolta dati : missione n.7 (Aprile 2014) : In primo luogo questa missione ha permesso un ricco e molto cordiale incontro con l'Ispettrice di settore della Soprintendenza Archeologica dell'Umbria, la Dottoressa M-C. De Angelis, incontrata sul posto e con visita ai rinvenimenti della Svolta immagazzinati alla necropoli Crocifisso del Tufo. Si è potuto fare una panoramica previsionale delle condizioni concrete per la realizzazione di 2 sondaggi su aree di lavorazione, la cui domanda potrebbe essere introdotta a fine 2014 se si verificherà allora una prospettiva attendibile di finanziamento sia francese che italiano (sponsor), finansiamenti attualmente limitati al laboratorio di Nanterre e non impegnabili per scavi.
La missione si è rivelata anche molto proficua in quanto agli aspetti scientifici :
- di fatto è stata scoperta nell'area di Tamburino una nuova ricca collezione con tipi di macine finora non ancora attestati, solo 2 elementi sono stati studiati e il grosso resta da fare per una prossima missione (Giugno o autunno 2014);
- è stata schedata la bozza del fossato R.15 e raccolto nelle vicinanze un campione di scaglie di lavorazione a fine di completare l'analisi preliminare in corso (peso, dimensioni, correlazione forma/attrezzo adoperato);
- è stata rivisitata la tagliata "etrusca" (R.6) che fende la cima della colata di leucitite sopra Trinità ed è stato occasione per fotografare la piccola cava laterale e schedare una bozza di meta pompeiana lì giacente (altezza H = 69 cm dunque modulo medio);
- sempre a Tamburino, decisamente ricco settore legato ovviamente ad un'intensa coltivazione antica dello sfioramento di Pietramata, sono state scoperte e schedate 4 bozze di piccola e media dimensione, di cui 3 di catillus pompeiano;
- dopo ripetute visite anteriori senza esito, abbiamo potuto incontrare il titolare della "casa delle metae" che, sul pianoro, raccoglie una bellissima quanto scientificamente preziosa collezione di metae di bella dimensione (H = 78 e 89 cm)
- abbiamo potuto esaminare e schedare 13 elementi (ossia quasi la metà) dell'importante e bella collezione della Chiusetta, tra cui la piccola (H = D = 47 cm) bozza di catillus pompeiano con base quadrata e un'interessantissima macina vesuviana. Il sito ha anche permesso l'esaminazione precisa di 5 mulini rotativi bassi con tipi nuovi e macine a volte perforate, alcuni di bellissima fattura;
Va sottolineato il fatto che sia alla Chiusetta che alla "Casa delle metae" abbiamo potuto osservare macine che presentano interessanti fasi diverse di lavorazione del fianco esterno finora sconosciute : associano un lavoro semi-grezzo (crateri grossi corrispondenti a impronte di punta tipo picco o punta forte) a una prima rifinitura mirata a lisciare la superficie grezza (foto accanto). Tale macine consentono di elaborare la catena operativa (sequenza delle operazioni) e mettono sulla via delle famose "guide" di cui parla il nostro tagliapietre Giuseppe.
Siamo particolarmente grati ai 3 propietari della Chiusetta, della "casa delle metae" e della nuova collezione a Tamburino per la loro disponibilità e la loro gentilissima e collaborativa accoglienza. Oltre che un dovere è sempre un piacere autentico poter ringraziare la gente del posto che in modo spontaneo e disinteressato partecipa all'opera scientifica, dando così a parole come "patrimonio" "heritage" o "beni culturali" un loro vero senso. Speriamo che questa pagina e sito possano essere un primo nostro legittimo dono in ritorno.
In totale 25 macine sono state documentate e schedate ad Aprile tra cui 24 totalmente ignote, facendo crescere il corpus dello studio del 25 % ( macine pompeiane : + 15 cioè + 8 catilli e + 7 metae passando così da 64 a 79; mulini bassi + 5 passando così di un totale di 18 a 25).
Il mese di Aprile è stato anche caratterizzato da 2 importanti avvanzate per progetto e dottorato :
- grazie a una collega del Dipartimento Archeologia e Beni Culturali dell'Università di Padova, è iniziata la collaborazione con uno scalpellino : pensionato, Giuseppe ha sempre lavorato a mano la pietra dura, particolarmente la trachite dei Colli Euganei, un materiale lavico molto simile alla leucitite. Siamo particolarmente felici di questo incontro determinante e non sappiamo ancora come ringraziare la collega padovana. Forse portando a termine la realizzazione che ormai sta per avviarsi di una prima macina pompeiana sperimentale (mola fissa detta meta) di dimensione media (H = 80 cm) ; a Giugno Giuseppe dovrebbe visitare con noi il giacimento di Orvieto tra Trinità e Sugano e scegliere 2 massi che lavorerà a casa, sui Colli Euganei, a suo ritmo e non lontano del fabbro. Alain procederà alla schedatura dei gesti, attrezzi utilizzati, tracciati preparativi, cambio punteruole e scagle prodotte in modo da realizzare un referenziale sperimentale in grado di mettere in corrispondenza gesti con attrezzi e scaglie.
- attraverso alcune prime discussioni dal vivo (con abbozzi) è stata anche avviata la collaborazione con l'ingegnere meccanico, Federico, giovane dottore del Dipartimento Ingegneria Meccanica di Padova, attualmente in contratto post-doc in Danimarca. È stato deciso di elaborare una relazione sulla tecnologia del mulino di Orvieto per un congresso internazionale che si terrà nel 2015.
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PHASE 10 - extension de la collecte des données : mission n° 7 (AVRIL 2014) : Intervenant peu après le colloque d'Almerìa, cette mission a tout d'abord permis une riche et très cordiale rencontre avec la Conservatrice de la Surintendance Archéologique de l'Ombrie, la Dott.ssa M-Chr. De Angelis, que nous avons retrouvée sur place et avec qui nous avons examinté les découvertes faites à La Svolta et déposée à la nécropole du Crocifisso del Tufo. On a pu ainsi procédé à une revue générale dels conditions concrètes de réalisation de 2 sondages sur des aires de travail, dont la demande pourrrait être introduite en 2014 auprès de la Surintendance si se trouvent alors réunies les perspectives souhaitables de financement autant français qu'italien (sponsors), financements actuellement limités au laboratoire de Nanterre et non enmployables pour des opérations de terrain.
La mission d'Avril s'est révélée particulièrement riche dans le domaine scientifique:
- a été en effet découverte dans le secteur de Tamburino une nouvelle et riche collection comprenant des types d emeules jusqu'alors non attestés. Seulement 2 exemplaires ont pu être enregistrés et le plus gros reste à faire à l'occasion d'une prochaine mission (Juin ou automne 2014);
- on a pu procéder à l'enregistrement de l'ébauchedu fossé R.15 et recueillir dans les environs un échantillon d'éclats de façonnage afin de compléter l'analyse préliminaire en cours (poids dimenions, corrélation entre la forme et l'outil employé);
- on a pu revoir en détail la tagliata "etrusca" (R.6) qui entaille le sommet de la coulée de leucitite au-dessus de Trinità et par la même occasion photographier la petite carrière qui se trouve sur le côté, près du pont, ainsi qu' y enregistrer l'ébauche de meta pompéienne qui se trouve dans le lit du petit torrent qui emprunte la carrière. Haute de 69 cm cette peule est donc de calibre moyen;
- toujours sur Tamburino, décidément un riche secteur lié évidemment à l'intense exploitation antique de l'affleurement de Pietramata, ont pu être découvertes et enregistrées, en contrebas de la SS.71, 4 ébauches de petite et moyenne dimension, dont 3 de catillus pompéien;
- après plusieurs visites jusque-là infructueuses, nous avon spû rencontrer le propriétaire de la "casa delle metae" qui, sur le plateau volcanique, rassemble une aussi belle que scientifiquement précieuse collection de 6 metae de belle dimension (H = 78 e 89 cm);
- il a également été possible d'examiner et enregistrer 13 éléments (soit quasiment la moitié) de l'importante et très belle collection de La Chiusetta, parmi laquelle la petite (H = D = 47 cm) ébauche d'un catillus pompéien à base carrée ainsi qu'une très intéressante meule vésuvienne. Le site a en outre permis l'examen précis de 5 moulins rotatifs bas comprenant des types nouveaux et des exemplaires perforés, certaines meules étant de belle facture.
On soulignera le fait que tant à La Chiusetta qu'à la Casa delle Metae, on a pu observer des meules présentant l'intérêt de porter la marque de diverses phases de façonnage du flanc externe, phases jusque-là non identifiées : en effet à un travail demi-grossier (gros cratères correspondant à des empreintes de pointe de type pic ou forte broche) ces exemplaires associent une première finition destinée à lisser la surface grossière (photo colonne de droite, n° R.2-3). De telles meules rendent possible l'élaboration de la chîne opératoire (séquences de opérations de production d'une meule) et mettent sur la voie des fameuses "traces-guide" dont parle Giuseppe notre tailleur de pierre.
On sait particulièrement gré aux 3 propriétaires de La Chiusetta, de la "Casa delle Metae" ou encore de la nouvelle collection de Tamburino de leur disponibilité ainsi que de leur très aimable accueil si coopératif. Outre un devoir c'est toujours un plaisir sincère que de pouvoir remercier les habitants qui de manière spontanée et désintéressée participent à l'élaboration scientifique, conférant alors à des mots tels que "patrimoine", "heritage" ou "beni culturali" un vrai sens. Souhaitons que cette page et ce site puissent constituer un premier et bien légitime don en retour.
C'est un total de 25 meules qui ont pu être documentées et enregistrées en Avril, dont 24 alors totalement inconnues, faisant croître le corpus de 25 %. (meules pompéiennes : +15 soit 8 catilli et 7 metae, leur total passant ainsi de 64 à 79 ; moulins bas + 5 passant ainsi d'un total de 18 à 25).
Le mois d'Avril 2014 a également été caractérisé par 2 importanties avancées pour le projet et le doctorat en cours :
- grâce à une collègue du Département d'Archéologie et Biens Culturels de l'Université de Padoue, a été engagée la collaboration avec un tailleur de pierre : retraité, Giuseppe a toujours travaillé à la main la pierre dure, particulièrement la trachyte des Collines Euganéennes, une lave très similaire à la leucitite. Nous sommes particulièrement heureux de cette rencontre déterminante et nous ne savons pas encore comment en remercier la collègue de Padoue. Peut-être en portant à son terme la réalisation qui désormais s'apprête à être lancée, celle d'une première meule pompéienne expérimentale : il s'agira d'une meta (meule dormante) de calibre moyen (H = 80 cm). En Juin Giuseppe devrait visiter avec nous le gisement d'Orvieto entre Trinità et Sugano afin que soient choisis 2 blocs qu'il pourra travailler chez lui, dans les Collines Euganéennes, à son rythme et à proximité d'un forgeron de sa connaissance. Alain procèdera à l'enregistrement des gestes, des outils employés, des tracés préparatoires, des changements de pointerolles et à l'enregistrement typologiques et statistiques des éclats produits. Ce travail aboutira à la constitution d' un référentiel expérimental qui nous permettra de faire correspondre gestes, outils et éclats.
- Enfin, à travers plusieurs discussions (et croquis) a également été lancée la collaboration avec un ingenieur mécanicien, Fédérico, jeune titulaire d'un Master du Département d'Ingéniérie Mécanique de l'Université de Padoue et actuellement en contrat à l'institut polytechnique du Danemark. La décision a été prise de présenter une communication sur la technologie du moulin romain d'Orvieto lors d'un congrès international qui se tiendra en 2015..
______________________________________________________________ impastatrice rinvenuta nel fiume Paglia
con iscrizione AVE TER
____________________________________________________________ tentativo di modellizzazione dei marchi
a secondo della loro possibile origine : dalle officine, dai commercianti, dall'installatore, dal proprietario
________________________________________________ bozza di catillus in corso di lavorazione e con base quadrata (H = D = 47 cm)
________________________________________________ meta R.2-3 con ( in basso) una laborazione fina, con tracce di tagliante orizzontali, e con (in alto) crateri di lavorazione semi-grezza realizzata con punta
__________________________________________________ macina vesuviana
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_______________________________________________________________________________________________________________________________________________ FASE 9 - preparazione del convegno di Almerìa : missione n.6 GENNAIO 2014 - epigrafia macine :
Nell'ottica dell'elaborazione della relazione da presentare (Marzo 2014) al convegno di Almerìa, A. Chartrain e il Prof. A. Buonopane di Verona si sono ritrovati a Orvieto, necropli del Crocifisso del Tufo dove su autorizzazione della Soprintendenza Archeologica dell'Umbria (Dott.sa De Angelis) hanno potuto fotografare e rilevare le iscrizioni presenti su 4 delle macine rinvenute all'estate 2012 nel fiume Paglia, luogo La Svolata, durante i lavori di una nuova strada di collegamento con la riva sinistra (ved. poster).
È stata l'occasione di rilevare i marchi C.BER , BER, AVE TER e IVI. Parallelamente è stata sviluppata una prima riflessione su possibili modelli di quantità e di spazialità dei marchi a secondo del fatto che siano provenienti da officina, da negociatores o da installatori sui luoghi di destinazione (ved. "tentativo" nella colonna a destra). I marchi sono presenti sia su catilli (macine giranti) che -fatto meno rilevato finora- su metae (macine fisse) e, come lo evidenziano i rinvenimenti del Paglia, anche su impastatrici (2 marchi sui 4). Le questioni riguardanti l'epigrafia saranno sviluppate da A. Buonopane negli atti del congresso di Almerìa.
La missione a Gennaio ha anche consentito (malgrado una pioggia abbondante e fredda) di fotografare e schedare 6 nuove macine tra quelle trovate alla Svolta di cui alcune sono visibile a destra.
PHASE 9 - préparation du colloque d'Almerìa : mission n° 6 JANVIER 2014 - épigraphie :
Dans l'optique de l'élaboration de la communication à présenter (Mars 2014) au congrès d'Almerìa, A. Chartrain et le Prof. A. Buonopane de l'Université de Vérone se sont retrouvés à Orvieto, à la nécropole étrusque du crocifisso del Tufo, où sur autorisation de la Surintendance Archéologique de l'Ombria (Dott.ssa De Angelis) ils ont pu photographier et relever les inscriptions présentes sur 4 des 26 meules découvertes durant l'été 2012 dans la rivière Paglia, au lieu-dit La Svolta, lors de travaux de réalisation d'une nouvelle route de liaison avec la rive gauche (cf. poster).
Cela a été l'occasion de relever les marques C.BER , BER, AVE TER et IVI. Parallèlement, a été développée une première réflexion sur les possibles modèles de fréquence et de spatialité des marques selon qu'elles aient été émises par les officines, par des negociatores ou par des installateurs cette fois sur les lieux d'utilisation (cf. "tentativo" dans la colonne de droite, deuxième image). A Orvieto à ce jour les marques s'avèrent présentes à la fois sur catilli (meules tournantes) que -fait jusqu'ici peu relevé- sur des metae (meules dormantes) et, comme le montrent les découvertes du Paglia, également sur les cuves à pétrin (2 des 4 marques de la Svolta). Les questions concernant l'épigraphie seront dévelopées par A. Buonopane dans les Actes du congrès d'Almérìa dont la publicaiton est prévue début 2015.
Enfin la mission de Janvier a permis (malgré une pluie froide et abondante) de photographier et d'enregistrer 6 nouvelles meules faisant partie des découvertes de la Svolta (photos ci-contre à droite)..
_____________________________________________________________________________________________ marchio IVI su una meta rinvenuta alla Svolta
_____________________________________________________________ macine della Svolta - impastatrici 18 e 19, atillus 20
______________________________________________________________ marchio su impastatrice della Svolta
_______________________________________________________________________________________________________________________________________ PHASE 8 : été-automne 2013 / FASE 8 : estate-autunno 2013
Un grosso lavoro si è svolto durante l'estate sia sul corpus delle macine rilevate nelle missioni tra Febbraio e Giugno, sia sui dati dei rilevamenti topografici realizzati da T. Mattioli. Altri membri erano nell'intervallo impegnati sugli scavi di Orvieto e zona.
È stato anche iniziato un dottorato sulla tecnologia delle macine. Un secondo dottorato verrà dedicato agli aspetti più strettamente archeologici della produzione orvietana. Considerando la scarsità delle borse di tesi, costituisce una priorità dell'ORViAMM trovare i finanziamenti per questo dottorato che vorremo vedere lanciato nel corso del 2014.
La nostra proposta di comunicazione (ved. pag. http://www.orviamm.com/pagine/convegni-colloques/convegni-colloques.html) alla Mill International Conference, congresso di Almerìa (Spagna 5-8 marzo 2014) è stata accettata. Ringraziamo gli organizzatori per l'interesse dimostrato e l'incoraggiamento. La team è già al lavoro (fase 2) per questa prima comparsa dell'ORViAMM sulla scena scientifica europea.
A fine Gennaio una 6a missione avrà luogo ad Orvieto con obbiettivi topografici, tipologici, epigrafici e geologici, a cui parteciperanno più membri insieme. Si prevede ugualmente un incontro con la Soprintendenza dell'Umbria nella prospettiva della realizzazione nel 2014 di alcuni sondaggi di superficia limitata ma di alto rendimento per dati e cronologia.
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Automne 2013 : Un important travail s'est déroulé pendant l'été tant sur le corpus des meules qui avaient fait l'objet des relevés des missions réalisées entre Février et Juin, que sur les données issues des relevés topographiques. D'autres membres ont été pendant ce temps impliqués sur les fouilles d'Orvieto et du secteur.
Par ailleurs une thèse de doctorat a été entreprise sur l'approche technologique des meules. Un second doctorat sera consacré aux aspects plus particulièrement archéologiques de la production. Compte-tenu de la rareté des bourses de doctorat, trouver le financement de cette thèse que nous voudrions voir lancée en 2014 constitue une des priorités du programme ORViAMM.
Notre proposition de communication (cf. p. http://www.orviamm.com/pagine/convegni-colloques/convegni-colloques.html) au congrès d'Almerìa (Espagne 5-8 mars 2014) a été acceptée. Nous remercions les organisateurs pour l'intérêt qu'ils témoignent à ORViAMM et pour l'encouragement ainsi constitué. L'équipe est déjà au travail (phase 2) pour élaborer cette première apparition du projet sur la scène scientifique meulière européenne.
Fin Janvier 2014 une 6ème mission aura lieu à Orvieto sur des objectifs de relevés topographiques, épigraphiques et géologiques. Y participeront plusieurs membres d'ORViAMM. A cette occasion est prévue une rencontre avec la Surintendance de l'Ombrie dans la perspective de réalisation en 2014 de quelques sondages de surface limitée mais de rendement scientifique que nous espérons élevé en termes de données et de chronologie.
______________________________________________________________ bozza grezza di catillus di misura media
ad oggi l'unico caso sul quale si veda una base quadrata
______________________________________________________________ diagramma delle altezze delle metae
s'individuado 4 gruppi abbastanza separati
_____________________________________________________________ impastatrice rinvenuta nel fiume Paglia
con iscrizione AVE TER
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PHASE 7 - mission 5 / FASE 7 - missione 5
Mission de Juin 2013 : Bien que brève, cette dernière a été d'un grand profit. D'une part en effet elle s'est consacrée aux premiers relevés topographiques et GPS du secteur de Trinité Ouest, devant le gîte rural La Chiusetta, tout particulièrement dans la zone R.15 / R.17. Outre l'implantation de points de référence, ce travail a permis de relever un front de coulée et a concerné des terrasses superposées situées au pied du front (l'une correspond au basalte qui coiffe la leucitite et pourrait constituer une exploitation post-antique; l'autre est située au niveau de la leucitite, ici masquée). Ces aires planes, limitées par des abrupts pouvant correspondre à la progradation des déblais dans la pente, sont marquées par la présence de monticules d'éclats de taille. On a pu également relever l'ébauche R.15 ainsi que la séquence avec paléosol (celle-ci est probablement quaternaire car recouverte de projections scoriacées situées sous la couche d'éclats de leucitite). En revanche il n'a pas été possible de retrouver et de localiser la zone identifiée en Juin 2012 avec Samuel, peut-être moderne, où devant un autre front de coulée percé à sa base d'une des ombreuses galeries mussoliniennes d'exploration, se tient un amoncellement d'éclats avec, un peu plus à l'Ouest, une série de gros blocs cubiques dont l'un avec traces d'emboîtures.
D'autre part, on a pu conduire de nouvelles prospections chez l'habitant dans le secteur de Pietramata. Ainsi ont pu être repérées de nouvelles meules aux abords de la vieille voie rectiligne de Tamburino et être retrouvées les meules publiées en 1986 par le prof. Peacock. Mais le clou de ces prospections réside dans 2 découvertes importantes:
1/ celle d'une meule de type Olynthe (dim. 39 x 38,5 x 18 cm ; prof. trémie 9 cm). Il s'agit d'un type jusqu'ici totalment absent à Orvieto. De fait il est nécessaire de vérifier si cette trouvaille constitue une simple exception (par ex. une meule provenant d'un autre site -mais de toutes façons le fait qu'elle soit en leucitite est d'un grand intérêt), ou si au contraire elle correspond à l'émergence d'une série qui renverrait à une véritable production orviétane de meules d'Olynthe. Dans ce dernier cas, la rareté du type à ce jour pourrait s'expliquer soit par le caractère limité de cette production locale, soit par l'enfouissement des aires de travail sous l'énorme volume de déchets des phases de production massive postérieures, républicaine et impériale.
2/ D'intérêt plus immédiat se trouve être la découverte, toujours à Pietramata, d'une belle série de meules de petit format, de type Traveglia R.16 n° 1-3 (cf. p. http://www.orviamm.com/pagine/macine-meules/raccolta-bozze-macine-orvieto.html ). Les dimensions varient de 32 à 37 cm (diamètre) pour une hauteur de 18 à 23 cm, le rapport H/D tournant autour de 60% (soit 2/3). Ces meules, essentiellement des ébauches, se présentent à divers états de façonnage et montrent des signes ou des formes d'évidement jusqu'ici inconnues. Elles relèvent selon toute vraisemblance des phases initiales de la production d'Orvieto, sont en excellent état de conservation avec des surfaces fraîches qui donneront la possibilité d'observations précises sur la taille et les outils employés. De surcroît, cet ensemble de meules est associé à des fragments et à de nombreux éclats, renvoyant clairement à la présence in situ d'une aire de travail. Ce secteur, qui documente en particulier les phases hautes, se place ainsi parmi les 3 zones qui en Septembre-Octobre, seront proposées à la Surintendance pour l'ouverture souhaitée de premiers sondages archéologiques.
Giugno 2013 : Pur breve (3 giorni), la missione di Giugno 2013 è stata molto proficua. Da un lato è stata dedicata ai primi rilevamenti nel settore di Trinità Ovest, davanti all'agriturismo La Chiusetta, e particolarmente nella zona R.15 / R.17. Oltre all'impostazione di punti di riferenza, il lavoro ha permesso di rilevare un fronte lavico ed ha interessato spianate disposte al piede del fronte di colata (una, il cui livello corrisponde ad una colata superiore di basalto sovrastante alla leucitite, è probabilmente post-antica; l'altra corrisponde al livello della leucitite). Queste spianate, limitate perimetralmente da una scarpata che probabilmente corrisponde al progrado degli scarti nel pendio) sono marchate dalla presenza di mucchi di scaglie. È stata rilevata la bozza R.15 e la sequenza stratigrafica con paleosuolo (verosimilmente quaternario perché ricoperto da proiezioni e poi da uno strato si scaglie prodotte dalla lavorazione della leucitite). Per contro no si è potuto ritrovare la zona individuata con Samuel nel giugno 2012, forse moderna, dove davanti ad un altro fronte lavico forato da una delle gallerie mussoliniane, c'è un mucchio e, appena più ad Ovest, una serie di grossi blocchi quadrati tra cui uno con tracce di cunei.
Da un altro lato sono state completate le ricognizioni in zona Pietramata. Sono così state avvisate nuove macine e bozze nei pressi della strada rettilinea di Tamburrino e sono state ritrovate le macine pubblicate dal prof. Peacock. Ma il "clou" di questi sopraluoghi risiede in due scoperte :
1/ una macina di tipo Olinto in leucitite (dimensioni 39 x 38,5 x 18 cm ; prof. tremoggia 9 cm). Si tratta di un tipo fin'ora del tutto assente di Orvieto. Di fatto bisognerà accertare se questo rinvenimento è una semplice eccezione (macina asportata da un altro luogo ? ma di grande interesse il fatto che sia fatta di leucitite) o se al contrario costituisce l'inizio di una serie corrispondente ad una vera produzione orvietana. In quest'ultimo caso, la scarsità dei rinvenimenti si spiegherebbe sia dal carattere limitato di questa produzione ad Orvieto, sia dal seppellimento dei resti di questa fase arcaica di lavorazione dall'enorme produzione di scarti consecutiva alle fasi posteriori, repubblicana ed imperiale, di lavorazione di macine.
2/ Di più immediato interesse risulta la scoperta, sempre a Pietramata, di una bella serie di piccole macine, di tipo Traveglia R.16 n° 1-3 (ved. p. http://www.orviamm.com/pagine/macine-meules/raccolta-bozze-macine-orvieto.html ). Le loro dimensioni variano da 32 a 37 cm (diametro) per un'altezza da 18 a 23 cm, il rapporto H/D gira attorno al 60% (ossia 2/3). Queste macine, molto di loro bozze, dimostrano diversi stati di lavorazione e segni o forme di cavatura interna ancora mai viste. Molto probabilmente sono pertinenti alle fasi iniziali della produzione orvietana, sono in ottimo stato di conservazione e con superficie fresche che daranno la possibilità di accurate osservazioni sul taglio e sugli strumenti adoperati. In oltre questo complesso di macine si trova associato con frammenti e scaglie, rinviando così alla presenza di un'area di lavorazione. Questa zona entra dunque, poi per le fasi alte, nelle 3 aree che verranno, a Settembre-Ottobre, proposte alla Soprintendenza per l'apertura auspicabile di alcuni primi saggi.
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Impatastrice rinvenuta a La Svolta - cuve de pétrin trouvée dans le Paglia à La Svolta
Son caractère cylindrique, la forte épaisseur du bord et l'absence de pointe rangent cette ébauche dans le domaine des pétrins. La pièce est amputée de 30% au revers. Son évidement est par ailleurs à peine esquissé (14,5 cm de profondeur) H = 76 cm D = 71 cm.
Elle porte l'inscription gravée ER précédée d'un C , d'un T ou d'un B.
Il suo carattere cilindrico, un'importante spessore dell'orlo e l'assenza di punta direzionano questa bozza verso la categoria delle impastatrici. Al pezzo manca il 30% nel retro infériore. La cavatura è appena intrapresa (14,5 cm di profondità) altezza H = 76 cm Diametro D = 71 cm.
Porta il marchuio inciso ER precedutao da un C, un T ou una B.
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Catillus pompeiano R.30-1 rinvenuto a La Svolta - Meule tournante de moulin pompéien découverte à La Svolta
Questa veduta dall'alto permette di vedere :
1- che la cavatura del cono è appena iniziata
2- tracce di attrezzi fortemente marcate nella pietra (probabilmente da picone o da martello a punta)
3- che la cavatura è intervenuto dopo la realizzazione delle "orecchie" e dopo la rifinitura esterna della macina.
Cette vue supérieure permet de constater :
1- que l'évidement du cône formant trémie est à peine ébauché
2- des traces d'outils fortement imprimés (sans doute un pic ou un marteau têtu)
3- un évidement intervenant après la réalisation des oreilles et la finition extérieure de la meule.
___________________________________________ La rupe di Orvieto vista da Nord-Ovest / L'abrupt dOrvieto vu du N-W
____________________________________________________________________________________________________________________________________________ PHASE 6 - mission 4 (mai 2013) / FASE 6 - missione 4 (magg. 2013)
È andata molto bene la missione dell' 8-12 maggio : sopraluogo per preparare la missione topografica, scoperta di una nuova zona di cava in C.2, catalogazione di 43 macine e bozze (si è potuto tra l'altro misurare precisamente la famosa R.21 ma non sollevarla).
Il 75 % di questo primo corpus è costituito di catilli o metae di tipo più o meno pompeiano (modello a clessidra: ved. pagina http://www.orviamm.com/pagine/macine-meules/le-macine-les-meules.html). Il restante 25% si compone di possibili impastatrici e sopratutto di altre macine (piatte, tonde, piccole). Tra i pompeiani o simili (totale 33 esemplari) i catilli rappresentano il 40% e le metae il 60%. Importante avere raccolto alcune bozze fin'ora non ancora censite che evidenziano certe tappe iniziali della catena operativa. Altrettanto importante il fatto di avere molto probabilmente scoperto uno dei luoghi di lavorazione.
Ringraziamo tutti gli orvietani che così gentilmente ci hanno accolti, aperto i loro giardini, informati dei luoghi di provenienza e autorizzati a fotografare e misurare i "sassi". Non si sono sempre fatto conoscere ma almeno possiamo esprimere a tutti la nostra gratitudine citando, con il loro consenso, le famiglie Roncella o Giordano.
La mission des 8-12 Mai a été très fructueuse: prospection préparatoire à la prochaine mission de relevés topographiques, découverte d'une nouvelle zone de carrière en C.2, enregistrement de 43 meules et ébauches (on a notamment pu mesurer précisément toutefois sans la soulever la fameuse R.21).
75% de ce premier corpus est constitué de catilli ou de metae de type plus ou moins pompéien (modèle en sablier: cf. page http://www.orviamm.com/pagine/macine-meules/le-macine-les-meules.html). Les 25% restants sont composés de possibles cuves à pétrin et surtout de meules variées (plates, ramassées ou petites). Parmi les pompéiennes ou apparentées (au total 33 exemplaires) les catilli representent 40% et les metae 60%. Il est également important d'avoir pû recueillir quelques ébauches jusqu'alors non recensées qui témoignent d'étapes plutôt initiales de la chaîne opératoire. Essentielle enfin la découverte d'une probable zone de façonnage.
Nous remercions ici tous les habitants d'Orvieto qui nous ont aimablement accueillis, nous ont ouvert leur jardin, informés des lieux de provenance et autorisés à photographier et mesurer les "sassi". Ils ne se sont pas toujours fait connaître mais du moins pouvons-nous exprimer à tous nos vifs remerciements en citant, avec leur accord, les familles Roncella ou Giordano.
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Tracce di utensili di tagliapietre sulla grande meta R.30-5 / Traces d'outils sur la grande meta R.30-5
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S. Valentino : piccolo catillus pompeiano a mezza sbozzatura / Petit catillus pompéien à demi ébauché.
Si nota tuttavia che le "orecchie" sono già delineate in modo abbastanza finalizzato. / On note toutefois que les oreilles ont déjà été dégagées de manière assez fine. __________________________________________
Réorientation du Projet ORViAMM
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PHASE 5 - réorientation Janvier-Juin 2013 / FASE 5 - svolta progettuale Gennaio-Giugno 2013
. in Italia come spesso per ragioni di famiglia ACH si rende ad Orvieto alla fine di Gennaio. Visita le colate laviche in compagnia di Angelo PECCERILLO, W. DRAGONI e dello staff del Dipartimento Scienze della terra dell'Università di Perugia. Si esamina anche la leucitite del Duomo e delle macine proveniente della Svolta, la variabilità appare importante e da caratterizzare petrograficamente, può tuttavia nascondere una reale omogeneità geochimica. Un programma di analisi viene concretamente discusso e interrogate le modalità di funzionamento finanziario tra Francia e Italia.
. a Febbraio avviene la separazione con Samuel e con il laboratorio di Montpellier Lattes : il progetto ORViAMM viene co-diretto da A. CHARTRAIN e M. GUALTIERI, con una partecipazione amplificata del Dott. Paolo BINACO. Il programma sarà modificato con maggiore sensibilità antropologica e tecnologica, inclusa una dimensione ingegneristica. A termine sarà necessaria una nuova stesura (ORViAMM II).
. a Maggio il progetto ORViAMM viene assieme ad uno dei suoi coordinatori (ACH) accolto nel laboratorio parigino di Tecnologia & Preistoria (UMR 7055) di Parigi-Nanterre diretto da J. PÈLEGRIN (CNRS).
. Comme souvent en Italie en raison de ses attaches familiales, ACH se rend à Orvieto fin Janvier. Il visite les coulées de leucitite en compagnie d'Angelo PECCERILLO, de Walter DRAGONI et du staff du Département des Sciences de la Terre de l'Université de Pérouse. Sont également examinées les leucitites de la Cathédrale et des meules découvertes dans le fleuve à La Svolta. La variabilité apparaît importante mais à établir au plan pétrographique et peut cacher une homogénéité géochimique. Un programme d'analyses est discuté concrètement de même que sont abordés les modalités du focntionnement financier entre France et Italie.
. En Février survient la séparation avec Samuel et le laboratoire de Montpellier-Lattes : le projet ORViAMM demeure co-dirigé par A. CHARTRAIn e M. GUALTIERI, avec une participation accrue de Paolo BINACO. Le programme sera modifié avec une sensibilité anthropologique et technologique renforcée incluant une dimension d'ingéniérie mécanique. A terme cela aboutira à une nouvelle rédaction (ORViAMM II).
. En Mai 2013 le programme ORViAMM est, en même temps que l'un de ses coordinateurs, accueilli au sein du Laboratoire de Préhistoire et technologie (UMR 7055) de Paris-Nanterre dirigé par J. PÈLEGRIN (CNRS).
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PHASE 4 - mission 2 ( mi-décembre 2012) / FASE 4 - missione 2 (metà dicembre 2012)
- incontro SL, ACH & MG in Soprintendenza a Perugia (Sop. M. PAGANO e Isp. P. BRUSCHETTI) dopo il deposito del progetto ORViAMM a fine Novembre 2012. Visita del Museo Archeologico di Perugia con la propria Direttrice.
- incontro SL & ACH con A. PECCERILLO e L. MELLELI per lo sviluppo degli aspetti geologici e geomorfologici del progetto.
- incontro SL & ACH con la Prof. S. STOPPONI che scava ad Orvieto la zona del santuario etrusco "Campo della Fiera".
- incontro Sl, ACH & MG con T. MATTIOLI in vista del lavoro di rilevamenti topografici e collegamento con la Carta Archeologica regionale.
Il progetto riceve le congratulazioni della Soprintendenza per il suo carattere elaborato, ambizioso e multidisciplinare.
- rencontre SL, ACH & MG à la Surintendance archéologique de Pérouse (Sopr. M. PAGANO e Insp. P. BRUSCHETTI) après le dépôt fin Novembre du projet ORViAMM. Visite du Musée Archéologique de Pérouse sous la conduite de sa directrice.
- rencontre SL & ACH avec A. PECCERILLO et L. MELLELI pour envisager le développement des aspect géologique et géomorphologiques du proget.
- rencontre SL & ACH avec S. STOPPONI qui fouille la zone du sanctuaire fédéral étrusque au "Campo della Fiera".
- rencontre entre SL, ACH & MG et T. MATTIOLI pour envisager le travail de relevés topographiques et la liaison avec la carte archéologique régionale.
Le projet reçoit les félicitations de la part de la Surintendance pour la qualité de osn élaboration, son caractère ambitieux et sa multidisciplinarité.
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Stesura progetto - Rédaction
___________________________________________________________________________________________________________________________________________ PHASE 3 - rédaction du projet (sept.- déc. 2012) / FASE 3 - stesura progetto
Pendant que SL travaille en Septembre à l'achèvement de manuscrits d'articles, ACH engage la rédaction du projet dont le plan et les parties s'élaborent en concertation. ACH propose à SL et MG la dénomination qui sera retenue : ORViAMM. Sur la base de sa thèse SL rédige les 35 pages de la partie I, consacrée à la problématique des moulins rotatifs ainsi que le début de la partie II consacrée aux carrières, à la typologie et à la place du centre orviétan dans la production de moulins pompéiens. Il réalise une carte générale localisant les observations et découvertes.
ACH prend en charge la contextualisation de la production meulière, soit les 8 chapitres et 20 pages consacrées au matériau et à la géologie, à la problématique géomorphologique et au potentiel portuaire, à l'acheminement. Cette partie II s'achève sur la rédaction d'un chapitre sur l'épigraphie et sur les aspects sociaux de la production et de la main d'oeuvre. Elle comporte un important travail cartographique et s'appuie systématiquement sur une exploration préliminaire des données (toponymie, morphologie du paysage, épigraphie, géomorphologie etc.) dont le détail fait l'objet d'une Annexe de 51 pages dont 11 d'une riche présentation archéologique et historique d'Orvieto due à Paolo Binaco qui se trouve peu à peu associé à la coordination et fournit une aide précieuse. Le document total réunit 131 pages dont 20 de bibliographie.
Cette élaboration qui couvre Octobre et Novembre se déroule dans une ambiance de découverte et de collaboration enthousiaste qui marque la teneur et la rédaction du projet ORViAMM. MG et ACH réunissent pendant cette période une équipe correspondante et notamment sa composante italienne (géologie, géomorphologie, hydrologie, toponymie etc.). SL apporte la collaboration de l'Ecole Supérieure de Topographie du Mans. L'insertion au projet d'un volet reconstitution expérimentale d'un moulin pompéien en collaboration avec des ingénieurs mécaniciens n'étant pas souhaitée par SL n'est pas retenue, de même qu'un volet complémentaire consacré au site portuaire de Pagliano, jugé trop ambitieux par l'UMR de Montepllier-Lattes, équipe qui souhaite accueillir et présenter ORViAMM au financement dans le cadre d'un Laboratoire d'Excellence (Labex).
A travers son élaboration le projet acquiert au total une dimension pluridisciplinaire, suit les objets produits -les meules- du détachement du bloc à leur acheminement sur le Tibre et leur diffusion dans l'Occident méditerranéen, et propose une première lecture stimulante des données et question actuelles. Ces caractères seront unanimement appréciés de la Surintendance comme des rapporteurs et de nombreux collègues.
ACH assure également la mise en page, le récollement bibliographique et la traduction italienne des parties non rédigées en Italien (le CNRS de Lattes n'a pas accepté d'assurer cette prestation qui fera prendre 3 semaines de retard à la formalisation du document).
------ Le projet final, en version italienne et française PDF, est diffusé pour examen aux membres ainsi qu'à Stéphane Mauné et J-P. Brun les 25 et 26 Novembre. Il est remis à la Surintendance de Pérouse le 2 Décembre.
Mentre SL lavora a Settembre alla finalizzazione di manoscritti per articoli da pubblicare, ACH inizia la redazione del progetto la cui tramma e le parti vengono elaborate in concertazione. ACH propone a SL ed a Maurizio Gualtieri la sigla che andrà adottata : ORViAMM. Sulla base della sua tesi SL scrive le 35 pagine della Ia parte del progetto, dedicata alla problematica dei mulini rotativi, e dell'inizio della seconda parte riguardante le cave, la tipologia ed il ruolo del centro orvietano nella produzione dei mulini pompeiani. Realizza una mappa generale per la localizzazione delle osservazioni e dei rinvenimenti.
ACH si fa carico della contestualizzazione della produzione di macine, cioè 8 capitoli e 20 pagine dedicata al materiale lavico e alla geologia, alla problematica geomorfologica e al poteziale archeologico portuario sul fiume Paglia, e per finire al trasporto. Questa seconda parte finisce con la stesura di un capitolo dedicato all'epigrafia e un altro agli aspetti sociali della produzione e della manodopera. Poggia su un importnate lavoro di cartografia e sistematicamente su un'esplorazione preliminare dei dati (toponomastica, morfologia paesaggistica, epigrafia, geomorfologia ecc) il cui volume, notevole, viene inserito sotto forma di un Appendice di 51 pagine di cui 11 di una ricca presentazione archeologica e istorica di Orvieto dovuta a Paolo Binaco, il quale si trova poco a poco associato alla coordinazione e manifesta un aiuto sostenziale. Nel complesso il progetto riunisce 131 pagine di cui 20 di bibliografia.
Questa elaborazione qui corre su tutto Ottobre et Novembre, riscontra un'atmosfera di scoperte e di collaborazione entusiasta che segna molto positivamente l'impostazione e la stesura dell'ORViAMM. MG ed AH riuniscono nel frattempo un'equipe corrispondente ed in particolare la sua componente italiana (geologia, geomorfologia, idrologia, toponomastica ecc.). SL porta la collaborazione dell' ESGT (Scuola Superiore di Geomatica) di Le Mans. L'inserimento al progetto di una sezione di ricostituzione sperimentale di un mulino pompeiano in collaborazione con ingegneri meccanici non essendo desiderata da SL non viene finalmente rittenuta all'ORViAMM. Risulta lo stesso con una sezione complementare voluta da SL e ACH che sarebbe dedicata al sito della confluenza del Tibre a Pagliano, componente giudicata troppo ambiziosa dall'UMR di Montepllier-Lattes, laboratorio che desidera accogliere l'ORViAMM e presentarlo ai finanziamenti nel quadro di una Laboratorio di Eccellenza (Labex).
Attraverso tale elaborazione il progetto acquisisce nel complesso una vera dimensione pluridisciplinare, seguendo gli oggetti prodotti -le macine- dallo stacco del blocco alla loro trasportazione sul Tevere e la loro diffusione nell'Occidente meditterraneo,il documento propone una lettura stimolante dei dati e questioni attuali. Questi caratteri saranno unanimamente apprezzati dalla Soprintendenza, dai relatori e da numerosi colleghi.
ACH assume per finire l'impaginazione, la raccolta e presentazione bibliografica nonchè la traduzione italiana (il CNRS di Lattes non avendo accettato di assumere questa prestazione che costerà 3 settimane di ritardo nella formalizzazione del documento).
------- Il progetto finale, nella versione francese e italiana PDF, viene mandato per esaminazione ai membri ed anche a Stéphane Mauné (UMR Lattes) e a J-P. Brun al 25 e 26 Novembre. Viene consegnato in Soprintendenza dell'Umbria a Perugia il 2 Dicembre.
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estratto di mappa SL
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cartografia ACH di prima analisi di possibili percorsi per la dicesa delle macine verso le zone portuarie
__________________________________________ cuore di colata lavica (leucitite)
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zone portuarie, paleoidrologia, possibili percorsi viari (carto. ACH in Appendice)
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analisi preliinare della struttura morfologica paesaggistica
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__________________________________________________________________________________________________________________________________________ PHASE 2 - mission 1 (juin 2012) / FASE 2 - missione 1
ACH e SL si recano la settimana del 7 giugno 2012 ad Orvieto, passando per Cortona per vedere il prof. Gualtieri che gentilmente li accoglie a casa sua. Hanno la possibilità di presentare il principio e le prime linee del progetto durante un primo incontro a Perugia con il Soprintendente Mario Pagano e l'ispettore della zona Orvieto, il dott. Paolo Bruschetti. Quest'ultimo gli affida un giovane dottore, Paolo Binaco, che ha recentemente compiuto un master sulla zona nell'Università di Perugia. I tre vanno a fare ricognizioni sul terreno (Pietramata, Trinità, Sugano). SL e ACH hanno la possibilità di vedere una ventina di macine e individuano possibili zone di coltivazione (non datatbili) ed anche mucchi di scaglie nel sottobosco. La racolta spinge fortemente la possibilità di elaborare un progetto. Visitano anche il sito di Pagliano alla confluenza col Tevere, via fluviale maggiore per il ptrasporto delle macine verso Ostia per una loro diffusione nel Mediterraneo occidentale. M. Gualtieri gli fa incontrare numerosi archeologi della regione, tra cui Claudio Bizzarri, direttore del Parco Archeologico e Ambientale di Orvieto e collaboratore del Prof. D. Georges che scava un'agglomerazione etrusco-romana a una ventina di km di Orvieto.
ACH et SL se rendent à Orvieto la semaine du 7 Juin 2012, en passant par Cortone pour voir le prof. Gualtieri qui les reçoit très gentiment chez lui. Ils peuvent ensuite présenter le principe et les grandes lignes du projet lors d'une première réunion à Pérousé avec le Surintendant Mario Pagano et le conservateur du secteur d'Orvieto, Paolo bruschetti. Ce dernier leur confie un jeune archéologue, Paolo Binaco, qui a récemment achevé à l'Université de Pérouse un Master sur la zone d'Orvieto. Tous trois von tprospecter sur le terrain (Pietramata, Trinità, Sugano). SL et ACH ont l'occasion de voir une vingtaine d emeules et d'identifier en sous-bois de possibles zones d'extraction, non datables, ainsi que des ammoncellements d'éclats de taille. La moisson favorise largement la possibilité d'élaborer un projet. Peut également être alors visité le site de PAgliano à la confluence du Tibre, voie fluviale majeure pour l'acheminement des meules d'ORvieto vers Ostie avant leur diffusion en Méditerranée occidentale. M. Gualtieri fait rencontrer à ACH et SL de nombreux archéologues de la région, dont Claudio Bizzarri, directeur du Parc Archéologique et Environnemental d'Orvieto et collaborateur du Prof. D. Georges qui fouille une agglomération étrusco-romaine à une vingtaine de km d'Orvieto.
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__________________________________________________________________________________________________________________________________________ PHASE 1 - préparation (nov. 2011 - mai 2012) / FASE 1 - elaborazione (nov.011-magg.012)
Dopo che Samuel abbia pubblicato la sua tesi nell'ambito di una borsa post-dottorale (nnell'UMR di Montpellier-Lattes), ACH comincia ad accumulare materiali e idee per il progetto Orvieto (SIG? LiDAR, geomorfologia, mappa geologica, studi locali, foto sattellitari, glossario it/fr ecc.) ed inserisce la referenza della tesi di SL nella scheda Wikipedia di Orvieto. SL prendre contatto col prof. M. Gualtieri. SL e ACH scambiano elementi bibliografici e s'incontrano più volte nel 2012 per elaborare il progetto Orvieto. SL si candida una prima volta nel CNRS nella primavera del 2012. A fine febbraio ACH e SL preparano col aiuto del prof. Gualtieri una lettera ufficiale per la Soprintendenza dell'Umbria. Il progetto riceve il sostegno di J-P. Brun, neo-professore nel Collège de France. Parlando italiano, ACH prepara attivamente per mail e tel il soggiorno e gli incontri con tutti i colleghi italiani operanti sulla zona di Orvieto.
Après que Samuel ait publié sa thèse dans le cadre d'une bourse de post-doctorat (UMR de Montpellier-Lattes), ACH commence à accumuler des matériaux et idées pour le projet (SIG, LiDAR, géomorphologie, carte géologique et diverses études locales, clichés satellitaires, glossaire it/fr etc.) et insère la référence de la thèse de Samuel sur la fiche Wikipédia d'Orvieto. SL prend contact avec le prof. M. Gualtieri. SL et ACH échangent des éléments de bibliographie et se retrouvent à partir de 2012 pour élaborer le projet Orvieto. SL présente sa première candidature au CNRS au printemps 2012. Fin Février ACH et SL préparent avec l'aide du prof. M. Gualtieri un courrier à destination de la Surintendance. Le projet reçoit le soutien de principe de J-P. Brun, devenu Professeur au Collège de France. ACH qui parle couramment italien prépare activement par mail et téléphone le séjour et les rencontres avec tous les collègues italien opérant sur la zone orviétane. .
ORIGINE
_________________________________________________________________________________________________________________________________________ Septembre 2011 - Settembre 2011
Durante una sua visita allo scavo del amico Stéphane Mauné (CNRS) a Gruissan (Aude, francia) vicino agli stagni di Narbona, A. Chartrain fino a dicembre 2009 Conservateur en Chef du Patrimoine nello Service Régional de l'Archéologie (Beni Culturali) di Montpellier propone a Samuel Longepierre di iniziare un progetto sulla produzione du macine romane ad Orvieto. ACH conosce da alcuni anni SL che lavora ogni tanto nell'archeologia preventiva regionale mentre scava una cava tardoantica di macine al Nord di Nîmes. ACH, con tutti gli studenti di St. Mauné, membro della giuria era presente alla presentazione nell'Università di Aix della tesi di SL sulle macine della Gallia meridionale*, a febbraio 2011.
Lors d'une visite sur les fouilles de Gruissan (Aude) dirigée par son ami Stéphane Mauné (CNRS) dans les étangs de Narbonne, A. Chartrain Conservateur en Chef du Patrimoine au SRA de Montpellier jusqu'à fin 2009, propose à Samuel Longepierre de lancer un projet sur la production de meules romaines à Orvieto. ACH connaît depuis plusieurs années SL qui participe périodiquement à l'archéologie préventive en Languedoc tandis qu'il fouille une meulière tardo-antique au Nord de Nîmes. ACH, ainsi que tous els étudiants de St. Mauné, membre du jury de thèse, est présent à Aix en Février 2011 lors de la soutenance de la thèse de SL*.
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* Longepierre 2011 : Longepierre Samuel – Les meules à grains et les meulières dans le Sud-Est de la France du IVe siècle avant J.-C. au XIIe siècle après .-C. Thèse de 3e cycle. Université de Provence, Aix-Marseille I, 2011. 3 vol., 812 p. : ill.
Data ultimo aggiornamento: 05/07/2021

















