passeggiata archeo-geologica

Troviamo in questa pagina prime notazioni e osservazioni sulla roccia usata per le macine e sullo strapiombo di leucitite affiorante tra Sugano ad Ovest, Trinità ad Est e Settecamini davanti alla rupe di Orvieto, a Sud-Est  (tra poco si aggiungerà una mappa miniatura).

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1- tufs-stratifies-sur-le-plateau-de-l-alfina.jpg

 

Depositi stratificati, alti circa 20 m , sulla cima del pianoro dell'Alfina (verso Torre san Severo). Da notare le numerose differenze di composizione o consolidamento dei depositi piroclastici provenienti dalle nuvole incandescenti poi crollate a terra, negli anni 200.000 a. C.

Il commento di presentazione della carta  geologica di Orvieto (ved. pag.) indica "tufi stratificati superiori (ts2) costituiti da alternanze di tufi terrosi giallastri, sabbie vulcaniche grige, pomici chiare, tufiti, tufi pedogenizzati, intercalazioni di capture-d-ecran-2013-04-17-a-15-05-43.png ". Queste ultime "thêta lambda + scorie" (tefriti passanti a leucititi) sono messe in relazione con il centro eruttivo di Poggio del Torrone (pres. mappa geol. § 60 p. 105).

Questa formazione ricopre le diverse colate di leucitite che formano il massiccio.

L'apertura eventuale di cave "per l'alto", cioè a partire del tetto della leucitite, può avere accompagnato o aver preceduto l'apertura di grandi cave di coltivazione frontale. È un'ipotesi che non si può scartare a priori (vedere pagina di questo sito) dato che l'estrazione a gradini tramite cave quadrangolari è una forma solita sin dalle prime coltivazioni - veder ad es. Populonia (Camporeale 2010 : sito pagina) implica sia che la copertura di tufi sia stata localmente di poco spessore, sia andata eliminata dall'erosione.

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 2- inclusion-bulleuse-dans-les-tufs.jpg

 

Grossa inclusione scoriacea (molto vescicolata) nei tufi della formazione superficiale. L'aumento della frequenza di tale scorie può indicare la prossimità di un punto di emissione della lava.

 

(Osservazione in una curva della SR.71 sopra Buonviaggio).

 

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 3-  sommet-de-la-coulee-de-leucitite-sous-sugano.jpg

 

Tetto di una colata di leucitite sotto lo stesso paese di Sugano (ad Ovesto, verso Tione, prima di girare a Nord). Notiamo il carattere compatto della lava che sarebbe coltivabile in questa zona.

Nel la Nord dellla scarpata gli abitanti hanno, presumil-bilmente da tempi remoti, aperto nella leucitite il cui frescore fungeva da frigorifero in età preindustriale, stanze o piccole gallerie : rimesse, pollai, porcili, cantine ecc. Alcune sono ancora in uso.

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bloc-avec-logement-de-coins.jpg

Enorme blocco di leucitite massiccia (rinvenimento R.20) che porta alloggi per cunei regolarmente alineati. È molto diffiile datare un elemento fuori dal contesto di una cava indagata dagli archeologi : infatti la tecnica dei cunei di legno gonfiati dall'acqua o di cunei di ferro battuti a ritmo da una batteria di cavatori è di tutti tempi.

Tenendo conto della grande lunghezza del blocco primario che è stato estratto in corrispondenza della linea di alloggi, si potrebbe pensare piuttosto ad un'estraizone di epoca contemporanea (senza però uso dell'esplosivo), di epoca Rinascimentale o anche medievale.

Tale testimonianza può essere interpretata e datata (forse) solo nell'ambito di un censimento di tutte le tecniche estrattive osservate ad Orvieto, e di una panoramica delle lunghezze di blocchi rilevati sui muri della città e di Sugano.

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coeur-massif-de-coulee.jpg

Questo fronte, naturale o antropogene, della leucite tra Sugano e Trinità è un bel esempio di leucitite massiccia e spessa a spaccatura naturale verticale in grossi blocchi.

Potrebbe corrispondere bene al miglior materiale di cui abbiamo parlato prima (fine del n° 5-), ricercato nella (probabile) fase di grande coltivazione a carattere industriale che si può suppore per l'età romana imperiale.

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 5- base-coulee-de-leucitite.jpg

 

Osservato tra Sugano e Trinità, sopra la Chiusetta nel settore di Traveglia. Si tratta della base di colata di una delle lingue di leucitite che nel epoca Quaternaria sono venute a riempire piccoli fossi o strette vallate formatesi tra colate anteriori.

Sopra uno spessore di tufi stratificati e abbastanza consolidati o microcristallini, forse formati nell'acqua, si osservano due parti sovraposti all'interno della colata leucitica :

      - alla base, sopra il tufo, uno spesso strato composto da blocchi : esso corrisponde al fronte della colata, in corso di rapido raffredamenti, fessurato e crollante poi finalmente spinto dalla lava retrostante, abbattuto e passato sopra dallo spesso flusso della lava ancora calda e corrente;

        - la parte siperiore corrisponde di fatto a questa lava più calda, interna alla colata e corrente, che è andata raffredandosi lentamente (condizione favorevole alla formazione di cristalli grossi come appunto quelli della leucitite). Il risultato è una formazione massiccia, poco fratturata e molto interessante per i cavatori malgrado la sua compatezza.

  Essi, al contrario -e come lo studio archeologico dovrà accertarlo- potevano utilizzare le microfessure proprie alla roccia massiccia (litoclasi) la cui frattura naturale tende ad essere tonda e verticale alla volta, sotto forme di grossi blocconi alti (simili a quelli affezzionati da Obelix, l'amico robustone di Asterix). I cavatori potevano anche probabilmente utilizzare un'altro vantaggio della roccia microcristallina compatta (un po' come la selice lavorata dall'uomo preistorico) : la sua buona e regolare conduzione dell'onda di choc.

  È probabile che i cavatori avranno cercato di individuare le zone corrispondenti al cuore di ogni lingua di colata per disporre della leucitite più massiccia e regolare. E che avranno altrettanto selezionato in queste parti quelle offrenti una spaccatura naturale sufficientemente tonda (e non tendenzialmente a lastre ) per ricavarci blocchi massicci dove lavorare le macine.

 

  A quel punto si potrebbe ipotizzare una possibile ipotesi di evoluzione cronologica, tutta da confrontare ai dati e al quadro generale:

- forse si osserverà un' eventuale crescere del volume delle macine nel tempo. Più che a un progresso della qualità del ferro acerato, si potrebbe pensare ad un progresso dell'estrazione verso il cuore delle colate. Sia (risultato crono-cumulativo) che il normale andamento della coltivazione da alcuni secoli abbia ormai eliminato tutte le zone un pò periferiche o di media qualità dove si poteva solo ricavare macine abbastanza piccole o piatte, sia che (risultato mirato) si fosse potuto ad una certa epoca, per esempio con ricorso a tecniche dell'ingegneria militare o miniera, raggiungere più direttamente il cuore delle lingue lavistiche per toccare il meglio della leucitite compatta dove formare bei grandi mulini pompeiani.

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___________________________________________________________ 7- detail-leucitite-massive.jpg

 

 

Particolare della leucitite massiccia nel cuore della colata. Si vedono bene le lunghe litoclasi che definiscono una sepcie di vaghi prismi un po' avvoltati.


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___________________________________________________________ 8- galerie-base-coulee.jpg

 

Galleria, probabilmente contemporanea (periodo musso-liniano?) alla base della colata di leucitite. L'osservazione è stata realizzata tra Sugano e Trinità, vicino all'alto fronte di lava presentato nelle foto n.5 e 6.

 

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___________________________________________________________ 9-  amas-blocs-et-trace-de-coins.jpg

 

Complesso di blocchi estrattivi tra cui uno di tipo quadrangolare con 3 importanti intaccature triangolari. Esse corrispondono probabilmente all'alloggio di cunei.

  Difficile datare questi blocchi visto il carattere trascronologico della tecnica di estrazione con cunei. Il fatto che non siano ricoperti o seppolti non impediscono una data relativamente antica perché la leucitite di Orvieto sembra nel corso del tempo restare abbastanza pulita, poco smussata e poco degradata.

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___________________________________________________________ 10-  bloc-avec-coins.jpg

Veduta ravvicinata del blocco. Il fatto che gli alloggi per cunei si aprano a sinistra e siano piati a destra indica che la parete di destra (quella chiara sulla foto) sarebbe la faccia di stacco (quella poggiante sul piano di cava). La parete scura, dove aprono gli alloggi (scura sulla foto) sarebbe la faccia del fronte di cava. Il blocco estratto sarebbe dunque stato largo e alto quanto la parete scura e quindi profondo (lunghezza faccia chiara). Su quest'ultima le striccie oblique sarebbero, nel quadro di questo esame rapido, sia tracce di una regolarizzazione della superficie di stacco col piccone da cava, sia delle stigmate dell'onda di stacco provocato dalla spinta dei cunei.

Queste notazioni indicano il tipo di lavoro che verrà realizzato dallo specialista dell'archeologia delle cave e della pietra in seno al progetto ORViAMM.

 

___________________________________________________________ 13- Veduta larga della base della colata ad Est della zona di cava C.2

base-colata-c2-est-dsc405-1.jpg

  Il rosso corrisponde all'argila cotta di un deposito alluviale sabbioso ricoperto e cotto (si dice anche"vitrificato") dalla colata di leucitite allora appena arrivata ed incandescente.

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___________________________________________________________ 11-  leucitite-detachement-recent.jpg

Osservato a poca distanza del fronte illustrato nelle foto precedenti, questa leucitite massiccia appare "pulita", poco colonizzata dal muschio o dalla vege- tazione. Il suo colore giallo corrisponde probabilemente ad un rivestimento dalle particelle fine (argilla) provenienti dal tufo superiore.

Si nota che la leucitite massiccia appare qui abbastanza angulosa e clastica, molto faccettata da fessure corte  di cui molte sono orizzontali. Appare probabile che siamo qui di fronte alla zona, abbastanza netta, di transizione tra la leucitite massiccia del cuore della colata (parte tonda inferiore) e la leucitite più "travagliata" della parte superiore, quella vicina alla superficie del magma che defluiva. Ciò indicherebbe la vicinanza con la cima della leucitite e la prossimità dei tufi giallastri.

 

___________________________________________________________ 14- veduta ravvicinata della base vitrificata della colata

leucitite-grezza-base-colata-c2-dsc404.jpg

Si nota, direttamente sopra la sabbia vitrificata rossa, uno strato (spesso tipo 40 cm) di leucitite a grossi cristalli e cemento d'aspetto nero. Viene presentatta qui sotto la foto di un campione.

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___________________________________________________________ 12- basalte-superieur-a-7-camini.jpg

Colate non di leucitite ma di basalto, di poco spessore e separate da un multistrato di tufi.

Il basalto è una roccia anchessa microcristallina e a raffreddamento lento che consente lo sviluppo di grossi cristalli ma è notevolmente più ricco in selice della leucitite. La presenza di basalto corrisponde dunque a un cambiamento di tipo di lava e rinvia probabilmente ad una modifica dell'origine del magma emesso da una vicina boca dell'apparato Vulsino. Forse questo basalto corrisponde ad una fase finale dell'attività vulcanica.

   Questa foto è stata scattata direttamente a Nord della presa d'acqua della cascata dove origina l'acquedotto medievale di Orvieto, vicino alla punta di Settecamini. Questa zona, dove abbiamo osservato mucchi di scaglie grosse di cava, appare abbastanza ricca di basalto. Non è detto che la leucitite sia ancora presente verso la punta. Lo studio geologico riprenderà tutte queste osservazioni in modo sistematico e geolocalizzato in modo da fornire un quadro preciso e interpretato, nel quale verrano precisati i limiti della formazione leucititica.

  Altra lava di aspetto basaltico ("basaltino" della carta geologica?) si rova ad esempio nella parte Ovest della zona R.15, verso la potenziale cava C.2 Est.

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Base di colata

15- Campione di sabbia vitrificata alla base della colata (strao n° 0)

sabbia-vitrificata-base-colata-c2-dsc420.jpg

 

___________________________________________________________ 16- Campione roccioso dello strato di base della colata di leucitite (strato n° 1)

campione-leucitite-grezza-base-colata-c2-dsc421.jpg

Questo strato, che si vede sulla veduta generale a destra, sepesso ca. 40 cm appare perfettamente piano alla base, laddove poggia sulla sabbia cotta. Invece, l'interfaccia superiore dello strato scuro evidenzia una grande irrégolarità dovuta allo strato di blocchi di leucitite che fanno transizione verso il cuore massicio della colata.

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base-colata-c2-est-dsc405.jpg

A sinistra della foto, nella parte d'ombra, si apre una galeria larga ca. 2,50 m e alta ca. 1.60 . Nessuna traccia di fori per esplosivo. Cavatura pneumatica possibile, età mussoliniana probabile. Taglia la base rossa, la leucitite grezza che la copre e poi la leucitite a blocchi (ex-crosta di raffreddamento) e intacca la base della leucitite massiccia.

SUCCESSIONE STRATIGRAFICA:

0 - Sabbia argillosa cotta direttamente sotto la colata

1- Leucitite grezza a matrice scura (sarebbe stato un vetro all'origine poi cristallizzato post-deposizionalmente?)

2- blocchi di leucitite a disposizione anarchica (probabile crosta anteriore della colata spinta avanti, rovesciata e poi sommersa dal cuore ancora fluido della colata)

3- cuore massiccio della colata : tipica leucite adatta alla coltivazione di pietra per macine o costruzione)

strati-base-coulee.png

Lo strato rosso (n°0) è cotto su uno spessore di ca 1 m, il che dà idea dell'intensità del calore emanato dalla colata. Dall'altra parte l'esame visuale mostra che il rosso n° 0 corrisponde non ad uno strato unico ma ad una stratificazione: alla base si osserva infatti un livello di sabbia consolidata di tipo arenite, sopra vengono livelli prismatici di silt (possibile orizzonte B o E di paleosuolo o stati di fanghi al fondo di un piccolo fiume o stagno), sopra, direttamente sulla leucitite viene il livello sabbioso cotto. Quest'ultimo è poco consolidato il che indica che conteneva poca argilla. Manca evidentenmente lo strato vegetale istantaneamente bruciato (vaporizzato) già a distanza prima che fosse arrivata la colata. Sottolineamo per finire che lo strato rosso, evidentemente ricco di particelle di ferro (il rosso è intenso) deve avere fissato piutossto bene il campo magnetico dell'epoca della colata (verso 400-200 000 anni aC.).

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R.15 lungo la strada forestale : zona di scaglie

___________________________________________________________ 17-  Sezione laterale di un fossato perpendicolare al percorso forestale, davanti al panello dell' agroturismo  La Chiusetta

amas-de-gros-eclats-de-taille.jpg

 

 

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___________________________________________________________ 18- Lettura stratigrafica schematizzata della sezione incidentale del fossato (parete Est)

section-amas-de-gros-eclats.jpg

 

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___________________________________________________________ 19- Evidenziamento dello strato di grosse scaglie proveniente da un'attività di taglio con piccone (o martello neumatico?)

amas-de-gros-eclats-taille.jpg

 

 

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Data ultimo aggiornamento: 10/05/2013